Tutto il territorio è ricco di tracce artistiche di pittori e scultori antichi.
A Caneva, cercando l’arte, è da visitare la Chiesa parrocchiale, ma non solo…

La posa della prima pietra della nuova Chiesa Parrocchiale, dedicata a San Tommaso, risale al 1822. Ma la chiesa venne aperta al culto solo nel 1831, elevata ad Arcipretale nel 1849, consacrata nel 1855 e terminata nel 1902.

Il Campanile è di Giuseppe Vido di Stevenà. La facciata è il risultato di un mix di stili. Notate che la parte inferiore ha aspetto cinquecentesco con portale in bugnato tipico dei palazzi nobiliari (proviene, infatti, dalla demolizione di un teatro dei conti Mocenigo di Belvedere a Cordignano), mentre la parte superiore risulta diversa, perché costruita in quest'ultimo dopoguerra su progetto dell'architetto Dal Bo di Vittorio Veneto.

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A differenza dell’esterno, l’interno è armonioso, opera di Antonio e Stefano Marchi di Stevenà (XIX secolo).

In una delle cappelle potete ammirare un celebre trittico su tavola (San Nicolò, San Rocco e San Sebastiano), di Francesco da Milano, datato 1512.

Sotto il soffitto della navata centrale troverete un grande dipinto, la “Caduta degli Angeli Ribelli”, di Giovanni De Min (1786-1859), autore anche della decorazione del presbiterio con le figure degli Apostoli e con l'Incoronazione della Madonna, e della navata, con due riquadri in chiaroscuro (Evangelisti, Eterno Padre ed Angeli).

Sempre all’interno, non perdetevi le due sculture raffiguranti la Madonna, eseguite dagli artisti locali Enrico Chiaradia e Domenico Rupolo.
Di pregio pure il fonte battesimale, realizzato dal lapicida coneglianese Geronimo (Hieronimus), discepolo del Pilacorte nel 1558.

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Nella chiesa parrocchiale di Sarone si trovano due pregevolissimi altari in legno dorato, opera dei Ghirlanduzzi di Cèneda, ed un fonte battesimale di assoluto pregio.

La chiesa di Fratta ospita al suo interno una tela di Francesco da Milano.

Sull’altar maggiore della parrocchiale di Stevenà è esposta una tela di Andrea Vicentino.

A Caneva e dintorni sono state edificate alcune residenze notevoli dal punto di vista artistico-architettonico: la Villa Pietranna (Rupolo), impreziosita da motivi liberty, la Villa Zancaner, bell’esempio di dimora signorile di campagna (XIX secolo) e la villa Lucchese (opera dell’architetto locale Domenico Rupolo), oltre alle Ville Frova, Carli, De Marchi e Damiani di Stevenà.

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