Domenico Rupolo, scultore… per caso.

RupoloRupolo nasce a Caneva nel 1861.

Inizia il proprio apprendistato presso la cava di pietra locale, dando sfogo alla sua passione per la scultura nella creazione di piccole chiese e campanili in creta, costruiti per gioco. Tali modelli casualmente attirano l’attenzione di un ornatista di passaggio a Caneva, che propone all’allora ragazzo di seguirlo a Vittorio Veneto. Lì, infatti, Rupolo si dedica alla formazione artigianale e frequenta scuole locali di disegno e di ornato.

Nel 1882, si iscrive all’Accademia delle Belle Arti di Venezia. Qui completa la sua formazione scolastica pur svolgendo altre attività secondarie (pitture di insegne commerciali, lezioni private, incisioni per lavori topografici) per pagare il proprio sostentamento.

Nel 1890 ottiene il diploma di professore di Disegno Architettonico. Nell’ambiente accademico inizia a delinearsi la sua personalità artistica. Rupolo si dedica all’attività di restauratore pubblico e di libero professionista, ricevendo numerose onorificenze e nomine. La sua fama cresce enormemente in quegli anni: prova ne sono i numerosi incarichi che gli vengono attribuiti.

Muore a Caneva, nel 1945.

Le sue opere, concentrate essenzialmente in Veneto e Friuli Venezia Giulia, riprendono gli stili medioevali, spesso associati alle novità del liberty. Ha realizzato, assieme al pittore Cesare Laurenti, la pescheria di Rialto, a Venezia, ispirandosi a suggestioni gotiche e bizantine.

Ha progettato anche alcune costruzioni private del Lido, quali villa Romanelli (1906) e villa Terapia (1907), in stile romanico-bizantino. A Caneva, esempi mirabili dell’architettura residenziale di Rupolo sono Villa Chiaradia e Villa Pietranna, residenza della famiglia dell’architetto.

Ha progettato, inoltre, moltissimi luoghi di culto, quali: le parrocchiali di Sernaglia della Battaglia, Fossalta di Portogruaro, Trebaseleghe, Mansuè, Noventa di Piave, Basalghelle, Pieve di Soligo, Visnadello.

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